brogio

broggio, broglio, brolo
sec. XVI
da → brogiar; sull’accostamento con → brolo cfr. nota.
Nel b. (ossia nel → brolo) adiacente al Palazzo Ducale si svolgevano le consultazioni e si stringevano gli accordi elettorali, per cui l’azione del far b. si potrebbe essere confusa facilmente con quella del brogiar ‘agitarsi’ o imbrogiar ‘fare imbrogli’, tipo lessicale presente già in it. antico (è il dantesco brogliare, TLIO s.v.), causando un raccostamento paretimologico fra brogio ‘brolo’ e brogio ‘intrigo’. Già nel sec. XVI far brolo era considerato un equivalente veneziano di bucherare (Varchi, Hercolano 129, cfr. l’ed. Sorella1995: 131 e 194), e il cortocircuito è evidente nell’etimologista 1676 Ferrari, s.v. brolo. All’altezza di Goldoni (XVIII FolenaGoldoni, s.v. brogiar, brogio, brolo) le due voci appaiono distinte, ma il raccostamento torna, con varie esitazioni, nei lessicografi ottocenteschi (1829 1856 Boerio; 1844 e 1852 Contarini), e poi in quelli novecenteschi (1982 MarcatoRicerche, s.v. brogiar: «che vi sia relazione […] non è certo»). Per 1881 Rezasco s.v. bucheramento: «Bucheramento si chiama a Firenze quello che i Romani anticamente chiamavano Ambito, e i Veneziani modernamente Broglio».

In definitiva, sia il celtico *brogilos ‘terreno, bosco cintato’ (LEI 7.582-588), sia il germanico *ƀruþa ‘brodo, minestra’ (LEIG 1.1398-1460), questo attraverso il fr. brouiller (quindi il v. → brogiar), produssero autonomi continuatori italoromanzi, che in veneziano s’incontrarono foneticamente nel tipo brogio / broio ‘giardino’ e ‘imbroglio’, per venire poi semanticamente e paretimologicamente accostati, a partire da locuz. come far b. o esser in b., che significavano al tempo stesso ‘trovarsi nel brolo (del Palazzo Ducale)’ e ‘tessere imbrogli’. Dal veneziano brogio discende l’italiano broglio nel significato di ‘intrigo elettorale’ (GDLI).

E.C. 23.10.2020

1 s.m. ‘briga, intrigo, imbroglio (particolarmente politico o elettorale), broglio’.

1515-1533 SanudoDiarii 20.413-57.501; 1555-1573 CortelazzoXVI (b., broglio, brolo); 1611 Florio (broggio, broglio); 1663 Oudin; 1676 Ferrari (broglio, brolo); XVIII FolenaGoldoni; 1775 1796 1821 Patriarchi (b., broglio); 1829 1856 Boerio (broglio, brolo); 1844 Contarini; 1852 Contarini; 1874-75 Nardo; 1876 Nazari; 1881 Rezasco (broglio); XIX BurattiGloss; 1928 Piccio; 1982 Nàccari-Boscolo.

➤ locuz.

- b. cazzà ‘broglio impegnato o spinto’ 1829 1856 Boerio (s.v. cazzà).

- far b. ‘consultarsi prima delle votazioni politiche’ 1515-1530 SanudoDiarii 20.413, 54.281; 1611 Florio; 1663 Oudin; 1676 Ferrari; XVIII Muazzo 21; 1747 Pichi 77; XVIII FolenaGoldoni; 1874-75 Nardo.

- no fasso brògi de chéla ròba ‘non provo desiderio per quella cosa’ 1982 Nàccari-Boscolo.

- omo da b. «Uomo da brigare o da brigarsi, da pigliarsi briga per avere, per ottenere, procurare, ingegnarsi, adoperarsi» 1829 1856 Boerio.

- patire el b. «aliquem ambitui obnoxium esse» 1676 Ferrari.

➤ der. capobrogio «zè quello, sia zentilomo sia altro, che se mette alla testa d’una concorrenza» XVIII Muazzo 336.