baìcolo

baìcoeo, vaìccoli
sec. XVI
di etimologia incerta, probabilmente dal cromonimo BADIUS: LEI 4.318-31 (cfr. nota); DELIN; EVLI (cfr. nota); CortelazzoChioggiotto 85-86.

Anche → brancin; cievolo; variolo. La vc. è un venezianismo entrato nel lessico italiano a partire dal secolo XX nel significato 3 (vedi Panzini citato da DELIN). Quanto al rapporto tra le diverse accezioni, 1829 1856 Boerio – seguito da buona parte dei repertori lessicografici veneziani e sostenuto dalla cronologia delle attestazioni – ritiene che b. nell’accezione di ‘biscotto’ derivi «per similitudine, benché grossolana, dalla figura dei piccolissimi cefali, chiamati appunto baìcoli» (s.v. baìcoli), mentre secondo 1890 NinniGiunte il rapporto di derivazione semantica seguirebbe la direzione opposta («Dassi questo nome unicamente ai giovani Labrax lupus volg. «bransino» [...]. Deriva forse dalla somiglianza di forma che hanno i labraci d’anno col noto biscottino veneziano»).

Come già rivela il LEI assegnando la vc. a due diverse radici, l’etimologia di b. è incerta. Una prima ricostruzione rimanda a baiòcco(lo) dim. < badius/*baius ‘rosso bruno’, da cui discendono varie forme con significati diversi, tra i quali ‘piccola moneta’, di scarso valore, con riferimento al deprezzamento degli esemplari giovani di pesce rispetto agli adulti (LEI 4.331; DELIN): seppure l’ipotesi sia supportata dalla forma baiòchi ‘esemplari mezzani di branzino’ richiamata da Cortelazzo1990: 20, bisognerà notare che la motivazione semantica addotta, già debole, si accompagna a un’altrettanto incerta ricostruzione fonetica, che implicherebbe un cambio di vocale tonica (baiòcco(lo) > baìcolo) non facilmente giustificabile. Un’altra ipotesi rinvia a bava < *baba (voce onomatopeica del linguaggio infantile: LEI 4.35) coi suffissi -īccus + -ŭlus (1982 MarcatoRicerche 14); 1987 Doria (seguito da EVLI) parte infine da bao ‘larva di insetto o pesce’, poi diventato ‘avannotto’ e ‘pesce giovane’, ma anche in questo caso lo slittamento fonetico e semantico non trova facile giustificazione. Anche Trumper-Vigolo2003: 216-219, 227-231 sostengono l’etimologia da badius, come aggettivo indicante ‘rosso bruno’ in latino, ma con continuatori romanzi che possono designare varie fasi della maturazione di cereali, erbe e frutti, spesso legate all’idea del ‘maturare’ come ‘trascolorare’ (REW 877). Propongono quindi un accostamento tra il cromonimo latino e l’ant. irlandese buide ‘giallo’ e anche ‘verde-giallo’ e talvolta ‘viola’. Da qui la ricostruzione di una possibile etimologia remota risalente a un «tema indeuropeo *bhā-, *bhō-, bhə- ‘splendere’, ‘brillare’ che accomunerebbe sia il latino sia l’irlandese antico. Per quanto riguarda b., data la cancellazione storica della stragrande maggioranza di -t-/-d- nel veneto, una deriva *bādi-ĭc[c]ŭlus > *bādīccŭlu(m) > baìcolo non è affatto impossibile né improbabile».

Si propone qui di ricondurre b. alla stessa base cromonimica badius già indicata, ma nell’accezione – ben documentata: LEI 4.325 – di ‘colore chiaro cosparso di macchioline scure’ (con riferimento al manto di animali), che richiama senz’altro le caratteristiche dell’esemplare giovane di branzino, i cui fianchi, diversamente da quelli degli adulti, sono punteggiati di macchioline nere (cromatofori). Del resto anche un’altra denominazione veneziana del branzino, → variolo, che risale al latino varius ‘maculato, screziato, picchiettato’, non può che fare riferimento alla livrea del branzino giovane.

F.P. 23.10.2020

1. s.m. ‘varietà di cefalo o branzino’.

1556 CalmoLettereGloss; 1611 Florio; XVIII FolenaGoldoni (anche come soprannome); XVIII CortelazzoAnnotazioni 12; XVIII Muazzo 119; 1844 Contarini; 1852 Contarini; 1889-1891 NinniOpuscoli 166; 1891 NinniMateriali (→ variolo); XIX BurattiGloss; 1982 Nàccari-Boscolo; 2008 Zambon (baìcoeo, baìcolo).

2. s.m. ‘esemplare giovane di cefalo o branzino’.

1493-1530 SanudoDeOrigine 64 (vaìccoli); 1547-1566 CortelazzoXVI; 1829 1856 Boerio; 1876 Nazari; 1890 NinniGiunte; 1928 Piccio (s.v. branzin); 1985 CortelazzoChioggiotto 85; 2007 Siega-Brugnera-Lenarda; 2008 Zambon (baìcoeo, b.).

3. s.m. ‘tipico biscotto secco veneziano’.

1688 BonicelliBullo 26, 29, 43, 56 (utilizzato in senso traslato per indicare antifrasticamente un bastone); 1829 1856 Boerio (-i); 1852 Contarini (-i); 1874-1877 Gallina 2.314; 1876 Nazari («cantuccio: pastareale con zucchero»); 1890 NinniGiunte; XIX BurattiGloss; 1928 Piccio; 2007 Siega-Brugnera-Lenarda; 2008 Zambon (baìcoeo, baìcolo).

 4. s.m. ‘persona molto magra’.

1987 Doria.

der.: baicolera ‘rete per la pesca dei baìcoli’ 1982 Nàccari-Boscolo; LEI 4.331; baicoleto 1829 1856 Boerio s.v. cievolo; 2008 Zambon.